Il nome del funzionario dell’Aisi (l'agenzia degli 007 italiani) Lorenzo Narracci, indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle stragi mafiose del '92 (e tutt'ora in servizio), è ritonato a popolare le prime pagine dei quotidiani nazionali. Ma, come sempre, partiamo dal principio.
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Giovanni Falcone |
Cosa accadde quell'anno? Nel maggio del 1992 viene ucciso Giovanni Falcone, un magistrato italiano che ha lottato per anni contro la mafia, condannando numerosi boss a ergastoli e dando migliaia di anni di galera ai loro sottoposti e che quindi "andava un po' scomodo". La mafia ha risolto la questione facendo esplodere una bella dose di tritolo all'interno di una galleria mentre Falcone passava in macchina con la moglie e 2 auto di scorta.
Poco meno di 2 mesi dopo anche Paolo Borsellino viene ucciso. Magistrato italiano, è stato per anni collega di Falcone col quale ha lavorato a stretto contatto, prima di essere ucciso da un'auto imbottita di tritolo parcheggiata sotto casa sua.
Ed è proprio in quest'ultimo omocidio che viene coinvolto il nome del James Bond italiano Narraci, riconosciuto dal pentito Gaspare Spatuzza e definito come "il soggetto estraneo a Cosa Nostra visto nel Garage mentre veniva imbottita la Fiat 126 usata nell'attentato al giudice". In soldoni, se verrà confermato il riconoscimento (l' ex-mafioso non è sicuro al cento per cento), si potrà dimostrare il coinvolgimento dello Stato in questa strage definita fin'ora soltanto come strage mafiosa.
La famiglia di Borsellno, infatti è sempre stata convinta del fatto che lo Stato Italiano abbia avuto un ruolo fondamentale nelle stragi del '92, per tenere coperti probabilmente movimenti e accordi presi con la mafia siciliana. Questo forse spiegherebbe le molte (troppe) stranezze che si aggirano attorno a questi ed altri casi di omicidio, ma confermerebbe l'idea sempre meno immaginaria di un rapporto più o meno stretto tra mafia e governo italiano.
« Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. »
Lirio Abbate (giornalista italiano di neanche 40 anni, fra i più esperti di mafia e criminalità organizzata in Italia).
Vieni via con me - Lunedi 8 novembre partirà su rai-due la prima di 4 puntate del programma pensato da Roberto Saviano (autore di Gomorra) e Fabio Fazio, "Vieni via con me". A due settimane dall'inizio della trasmissione si sono (forse) conclusi giorni e giorni di problemi e polemiche, tra gli autori ed il direttore generale, tra gli ospiti, i giornali e la dirigenza Rai.
Tutto inizia nell'inverno scorso, quando Fazio e Saviano presentano una bozza dell'idea che avevano intenzione di realizzare e vanno d'accordo coi dirigenti Rai sul Budget e sulla messa in onda a inizio estate. Il tutto slitta poi per varie tiritere all'interno dell'azienda e i due autori si rifanno sentire verso settembre, quando ripropongono la loro idea e ricordano l'accordo preso qualche mese prima.
Da allora mille noie che hanno ostacolato fin'ora la preparazione, accumulando un ritardo enorme: complicazioni con gli stipendi, studio televisivo dimezzato, il Dg (direttore generale Rai) Mauro Masi che ha preteso di vedere in anteprima la scaletta, ma i veri problemi non sembrano solo questione di soldi. Si è parlato infatti di censura, subito negata in uno scambio di lettere tra Saviano (che ha dichiarato: "hanno paura del nostro programma") e la dirigenza Rai, che ha infine dato il via all'ultimazione del programma. Rimane il dubbio che se lo scrittore napoletano non si fosse fatto sentire, la messa in onda non sarebbe mai avvenuta.
Il budget a disposizione dei due autori era di 2 milioni e 800 mila euro e di questo se ne risparmierà il 15% hanno riferito, mentre i compensi percepiti dichiarati sono:
- 50 mila euro a puntata per Saviano (ingaggio ridotto);
- Fazio ha un contratto annuale con la Rai (non incide quindi sulle finanze Rai);
- Paolo Rossi 5 mila euro (ingaggio ridotto);
- Roberto Benigni ha "regalato" il suo cash di 250 mila euro alla Rai.
La trasmissione parlerà di temi di estrema attualità, alternati a momenti di risate e musica con gli ospiti (ospitoni). Roberto Saviano (31 anni) sta scrivendo dei dialoghi con Roberto Benigni, sarà presente anche Antonio Albanese (comico), Paolo Rossi (attore), e Claudio Abbado (direttore d'orchestra). Sembra invece saltata la presenza di Bono Vox degli U2, causa (parole sue) "lungaggini Rai".
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