Ieri l'amministratore delegato FIAT, intervistato nella trasmissione "Che tempo che fa", ha definito l'Italia un peso sul bilancio dell'azienda, quasi una minaccia implicita di delocalizzazione totale della produzione oltre i nostri confini, scelta che toglierebbe il lavoro a migliaia e migliaia di persone degli stabilimenti fiat italiani.
In parte questo è vero: la fiat non esisterebbe senza l'Italia e non avrebbe passato momenti di crisi senza l'aiuto dello stato italiano, d'altro canto l'Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48/mo posto per la competitività industriale, ovvero produrre automobili (ma anche quasi tutto il resto) in Italia non conviene.
Già ora la fiat ha più dipendenti in Brasile che in Italia e, se si continuerà a chiudere gli occhi su problemi come questi, le parole di Marchionne potrebbero diventare dura realtà.
Ancora una volta l'Italia si è messa ad urlare invece di cercare di risolvere i problemi di fronte a quella che si spera essere solo una denuncia più che una minaccia reale.
La vita di un albanese vale di meno- A Torino una sentenza di risarcimento assurda per una morte sul lavoro. La somma che spetterà ai familiari (che vivono in Albania) sarà più bassa rispetto a quella di un italiano poichè nel paese in cui risiedono la vita ha un costo minore. Vale a dire che se vieni da un paese meno sviluppato del nostro la tua vita vale di meno in termini economici. Non ci aspettiamo un maxi-risarcimento per la morte di un operaio tedesco (perchè un operaio tedesco dovrebbe venire a lavorare in Italia?) ma siamo tutti in trepida attesa di sapere quanto vale la vita di un africano, magari della Sierra Leone, il top del risparmio.
Un partito in scioglimento- Dopo il distacco di Fini dal parito di Berlusconi è iniziato un silenzioso scioglimento del pdl, che tra divorzi consumati e voci di addio sembra avviato verso una profonda crisi. Dopo i casi di Milano, Varese, Brescia e Bergamo anche in provincia di Como 12 consiglieri sono usciti dal pdl per fondare il gruppo "Autonomia Comasca". Sembra addirittura che anche La Russa e Gasparri siano intenzionati a fondare un loro gruppo autonomo in Parlamento. Nonostante tante siano le voci molte sono le certezze e, anche se i giornali non ne parlano più con tanta insistenza, le elezioni sembrano avvicinarsi sempre di più.
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Una sola considerazione:
ora più che mai in Italia abbiamo bisogno di unità se vogliamo governare seriamente questo paese e i nostri politici cosa fanno.....partiti e partitini x poter litigare meglio!
Essendo i nostri politici materialisti di natura, penso che il tutto succeda solo ed esclusivamente x succhiare ancora dei soldi ai cittadini, con rimborsi elettorali (ex finanziamento ai partiti) e tutto quello che gira attorno alla politica!
Se solo avessero un briciolo di dignità, orgoglio e prendessero spunto dal movimento di Beppe, l'Italia andrebbe sicuramente su di un altro binario e non sicuramente su quello morto.
ITALIANIIIII!!!!!
Bravo Marco