Sarebbe più corretto parlare di crisi della politica anzichè di crisi del governo, perchè, ora che il voto si avvicina, possiamo dire che non è consuetidine in uno stato sano andare al voto 3 volte in 5 anni (tempo in cui normalmente si consuma una sola legislatura).

Comunque sia resta il fatto che stamane tutti i parlamentari che fanno parte del nuovo gruppo "Futuro e libertà" e sono coinvolti nel governo Berlusconi hanno abbandonato le loro cariche, aprendo così di fatto quella crisi che finora era rimasta solo alle parole.
Come prevede la prassi in questi casi, domani i presidenti di Camera e Senato (e solo più tardi il presidente del Consiglio Berlusconi) andranno uno alla volta al Quirinale dal presidente della Repubblica per discutere il da farsi.
Il presidente della Repubblica deciderà quasi sicuramente in ogni caso di dare un "mandato esplorativo" ad un potenziale nuovo presidente del Consiglio, ovvero affidare alla persona che ha più chance di guidare una nuova maggioranza in Parlamento il compito di consultarsi con tutti i partiti e verificare il loro appoggio ad un nuovo governo gestito proprio da lui.
Una volta finita anche questa fase ci sono 3 circostanze più probabili:
- questo "mister x" riesce a trovare consensi tra i partiti e procede alla creazione di un nuovo governo. Nel caso specifico si tratterebbe di un governo che per forza di numeri dovrebbe avere l'appoggio di praticamente tutti tranne pdl e lega, ovvero pd, udc, idv, fli ed mpa i principali partiti. Nonostante ciò questo nuovo governo avrebbe vita breve, in quanto sono molto distanti per ideologia i partiti coinvolti, e avrebbe principalmente il compito di varare una nuova legge elettorale (poichè quella di adesso fa schifo, l'ha ammesso anche chi l'ha scritta addirittura)
- "mister x" fallisce e il presidente della Repubblica decide di indire nuove elezioni ma solo per l'ala del Parlamento in cui la maggioranza non c'è più, ovvero la Camera dei Deputati in questo caso. Questa strada piace di più al governo (ovviamente) però è molto rischiosa poichè si rischia di spendere un sacco di soldi per restare al punto di partenza (Camera e Senato a maggioranze diverse) nel caso in cui alle urne vincesse una coalizione che non sia pdl+lega. Non a caso questa via non è mai stata intrapresa nella storia della Repubblica italiana...
- "mister x" fallisce e il presidente della Repubblica decide di indire nuove elezioni per entrambi i rami del Parlamento. A questo ritmo i giovani rischiano di finire i timbri sulla tessera elettorale prima della vecchiaia...
Cos'è l'Hajj? - Circa tre milioni di pellegrini si sono raccolti in preghiera sul monte Arafat, a una quindicina di chilometri dalla Mecca, nel secondo giorno dell' Hajj il consueto pellegrinaggio annuale verso la città sacra dell’Islam. L’hajj (la cui radice trilittera “ḥ-j-j-” significava originariamente “dirigersi verso”) è il quinto pilastro dell’islam e deve essere compiuto almeno una volta nella vita da ogni musulmano a patto che le sue condizioni di salute e i suoi mezzi economici glielo consentano. Si svolge tra l’ottavo e il tredicesimo giorno dell’ultimo mese del calendario islamico e rappresenta un momento di purificazione per i fedeli, che durante il viaggio chiedono perdono per i loro peccati e vengono purificati attraverso la celebrazione di preghiere e riti.
La destinazione finale del pellegrinaggio è la Grande Moschea della Mecca, dove si trova la Ka’bah, un edificio cubico nero situato al centro del grande cortile della moschea e venerato da tutti i musulmani.
Di nuovo "libera" Aung San Suu Kyi- Da un paio di giorni sono stati revocati gli arresti domiciliari al premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi, la quale non poteva uscire di casa da sette anni. Da sempre impegnata nella lotta contro il regime antidemocratico del Myanmar (ex Birmania), Suu Kyi ha praticamente passato metà della sua vita agli arresti. Pensarla diversamente dal regime il movente.
Il primo obiettivo dichiarato è cercare di legalizzare il partito, potendo così partecipare alle prossime elezioni. Elezioni che si sono appena svolte per la prima volta da 20 anni con molti dubbi sulla limpidezza delle operazioni. Proprio nel durante le ultime elezioni del 1990 il partito di Suu Kyi si impose nettamente, il che indusse la giunta militare al potere ad annullare le elezioni.
Oltre ad Aung San Suu Kyi ci sono in Birmania attualmente oltre 2200 prigionieri politici, condannati sulla base di norme vaghe, utilizzate sovente per criminalizzare il dissenso politico e detenuti in condizioni agghiaccianti, con cibo e servizi igienici inadeguati e senza cure mediche. Molti di essi sono stati torturati nel corso degli interrogatori e subiscono ancora torture da parte del personale penitenziario.
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