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In questi giorni si è innescata una nuova polemica sul tema delle energie rinnovabili, in special modo riguardo a fotovoltaico ed eolico. Sarebbero infatti loro le “vittime” del decreto legislativo che sarà votato entro giovedì prossimo.
Il provvedimento contiene almeno tre punti “killer”:
1) Stop agli incentivi previsti dal conto energia per il fotovoltaico una volta raggiunto l'obiettivo degli 8mila MW installati. Una potenza a suo tempo ipotizzata per il 2020, ma che secondo i dati del Gestore dei servizi energetici (GSE) verrà raggiunta in realtà nel giro dei prossimi mesi. Facile capire che gli effetti sul settore sarebbero catastrofici.
2) Taglio retroattivo (penalizzerebbe anche chi ha già tirato fuori i soldi) del 30% per gli incentivi per l'eolico. Anche in questo caso il messaggio sarebbe fin troppo chiaro: meglio stare alla larga dagli investimenti nelle rinnovabili.
3) Introduzione di aste al ribasso per gli impianti oltre i 5 megawatt.
Se così fosse,120 mila persone che lavorano, direttamente o indirettamente nel settore eolico e fotovoltaico, perderebbero il posto. Un numero di lavoratori più di 20 volte superiore ai dipendenti Fiat di Mirafiori.
Il governo sembra intenzionato ad andare avanti per ragioni di cassa, come ha precisato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, dichiarando: "Dal 2000 al 2010 i cittadini hanno pagato in bolletta 20 miliardi per aggiungere un 4 per cento di energia rinnovabile". A ribattere sulla questione economica è stato poi finalmente proprio il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ricordando a Romani che "la bolletta energetica degli italiani non è più elevata che altrove per gli incentivi alle rinnovabili. Gli incentivi per il solare - ha sottolineato - pesano sulla bolletta meno che il Cip 6 ed il decomissioning nucleare. Ovviamente non sono mancate le proteste, che hanno eluso le previsioni del ministro Romani, il quale si è visto fronteggiato da ecologisti, sindacati, confederazione dell'artigianato, e da associazioni di piccole e medie imprese.
Le parole del Premier sulla scuola pubblica italiana che infonde valori contrari al sentire della famiglia, hanno scatenato una generale ondata di protesta che nemmeno Berlusconi probabilmente si aspettava. La Rete degli Studenti e l'Unione degli Universitari annunciano la mobilitazione per il 12 marzo, in coincidenza con la manifestazione a difesa della Costituzione promossa da Articolo 21. Nel frattempo, con un passaparola spontaneo tra i docenti e gli studenti, in molte città intere scuole, singole classi, hanno osservato un minuto di silenzio in segno di lutto. Il tam tam ha avuto grande ed immediata diffusione da nord a sud, e le città di Milano, Genova, Mestre (Venezia), Bologna, Treviso, Padova, Roma, Bari, Firenze e Palermo hanno fatto sentire la proprio voce a sostegno della scuola pubblica.
La missione di Riccardo Signorelli, trentaduenne bergamasco laureato in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano, è fare concorrenza alla benzina migliorando la performance delle batterie. In tredici anni di studi a partire dalla laurea, ha messo a punto un primo prototipo che usa minuscole strutture di nanotubi al carbonio per immagazzinare energia. Le pareti di questi tubi hanno uno spessore di appena 12 atomi e crescono come fili d’erba, alloggiando nei minuscoli interstizi particelle cariche di energia. In questo modo, si possono immagazzinare moltissime particelle cariche in un piccolo spazio, con strutture leggere, e siccome la connessione è fisica, non chimica, le particelle cariche possono staccarsi e attaccarsi quasi istantaneamente. Ora il suo «ultracondensatore» ha ricevuto 5,3 milioni di dollari dal governo americano e altri 2 da investitori privati, per finanziarne lo sviluppo e l’industrializzazione nel giro di due anni. L’obiettivo di Signorelli è arrivare alla dimensione di una batteria da torcia, capace di contenere meno energia di una batteria elettrochimica, ma in grado di caricarsi e scaricarsi in due secondi. Aggregato alla batteria di un veicolo, il suo ultracondensatore si attiverebbe per l’avviamento, le accelerazioni e decelerazioni rapide, allungando la vita della batteria e riducendo dimensioni e costi.






